Cantina Molisana

vino falanghina

Vino Falanghina

La Falanghina è uno dei vini bianchi italiani più venduti, molto apprezzata per il suo gusto fresco al palato, è perfetta anche per accompagnare i pranzi quotidiani, senza la pretesa di essere un vino da riservare per le grandi occasioni e probabilmente proprio questo è stato il suo punto di forza. 

Un vino versatile che in genere offre un buon rapporto qualità/prezzo, non di rado si ha la possibilità di apprezzarla anche in numerosi locali di tendenza all’ora dell’aperitivo. 

Probabilmente non c’è molto da dire in merito al vino Falanghina; considerando il suo essere conosciuta pressoché da tutti, soprattutto da chi di vini se ne intende, ma anche da chi se ne concede un bicchiere in compagnia di tanto in tanto. La Falanghina si distingue per il suo colore giallo paglierino intenso, un odore nettamente fruttato che contrasta con il sapore che si rivela secco; ma allo stesso tempo anche fresco e acido. In genere persiste al palato e la sua morbidezza ne rende il sorso veramente piacevole.

Ma cosa ci facciamo qui oggi? Semplice siamo qui per conoscere la storia e tutte le curiosità sul Falanghina vino, seguici e non te ne pentirai.


Vino Falanghina: un po’ di storia

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La Falanghina è un vino molto conosciuto sul territorio italiano anche se risalirne alla storia non stato semplice come si pensava e per alcuni aspetti resta ancora tutto molto misterioso. I nostri cari esperti si sono assunti la responsabilità di affermare che l’uva Falanghina era coltivata già ai tempi degli Antichi Romani; quindi le sue radici poggiano su un terreno molto lontano nel tempo.

Ad oggi, vedremo che la sua coltivazione avviene soprattutto a Napoli Nord, nei Campi Flegrei e in particolare nel Sannio, dove è coltivata un’uva che è stata riscoperta solo da pochi anni, dopo secoli in cui era stata messa in disparte. Certo è che si è ripresa la sua rivincita divenendo un vanto per il territorio campano.

Falanghina è un nome che prende origine da Falagos; un termine greco che indicava i pali utilizzati per il sostegno delle viti. Il vino Falanghina che oggi è considerato una bevanda anche per tutti i giorni; un tempo era il vino degli imperatori e sembra proprio che alla Corte Reale di Napoli non mancasse mai.

Uno dei primi riferimenti storici al nostro vino risale al 1804; quella successiva al 1825 quando Giuseppe Acerbi ne descrisse le caratteristiche con minuzia di particolari. La stessa cosa fece poi il Cavaliere Giuseppe Frojo più di 50 anni dopo; che ne descrisse anche il ciclo vegetativo. 

L’affermazione di queste uve si ebbe poi nel 1889 quando la legge sulla concessione della DOC al Falerno del Massico Bianco, impostò l’utilizzo esclusivo di uva Falanghina. Ad oggi questo vino è in grado di mettere d’accordo veramente tutti e non di rado trova il suo posto naturale accompagnando la cucina mediterranea; unita a formaggi che possono essere a pasta molle o stagionati o con la mozzarella di bufala Campana; per cui credo che presentazioni non siano necessarie.

 

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Vitigno e caratteristiche

Il vitigno da cui nasce il Falanghina vino è vigoroso e ha una produttività notevole, in genere trova la sua posizione geografica nelle zone collinari dove il clima è secco e i terreni sono piuttosto poveri. Per la maturazione delle uve occorre aspettare la metà di settembre, quando i grappoli sono grandi. In genere gli acini delle uve di Falanghina si distinguono perchè possono avere o una forma oblunga, tipica delle piante del beneventano, oppure una forma più tondeggiante se ci si sposta nella zona dei Campi Flegrei.

In qualunque caso il vino si presenta sempre con un colore giallo paglierino, che si caratterizza per nette noti floreali che si liberano al naso, sentori fruttati e minerali, quest’ultimi derivanti dai terreni di origine vulcanica su cui le piante crescono. Il bouquet ricorda la frutta matura, con una buona dose di acidità. 

Un vino da gustare giovane, la vinificazione avviene in contenitori di acciaio senza l’utilizzo del legno che altrimenti lascerebbe il suo sentore sul liquido.


La produzione

Anche se le qualità di questa uva vengono esaltate dalle zone collinari dove il clima è caldo e asciutto, le sue pianti sono in grado di adattarsi a diversi tipi di terreni. Della Falanghina esistono diversi ecotipi, solo nella Campani se ne riconoscono 2 differenti:

  • Campi Flegrei: molto diffusa nella provincia di Napoli;
  • Sannio: per la zona di Benevento. 

Ad ogni modo la Falanghina è un vitigno in grado di dare vita a numerosi vini DOC campani e tra le due tipologie citate in precedenza, sicuramente quella del Sannio è l’uva e quindi il vino che maggiormente viene segnato dall’ammodernamento delle modalità di coltivazione e vinificazione.

La qualità eccellente della Falangina del Sannio è data dal terreno che si caratterizza per sedimenti di arenarie e di argille. Il clima qui è sempre mite, in genere piovoso, gli inverni invece, soprattutto nelle zone più alte sono freddi e le estate miti e non aride e proprio questi aspetti favoriscono la coltivazione della vite.


Vino Falanghina: come si fa

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Per quel che riguarda la Falanghina si ha un disciplinare che impone la sua produzione con una percentuale di uve provenienti da vigneti di Falanghina minimo dell’85%, il restante 15% può essere determinato da altri vigneti sempre a bacca bianca che non siano però aromatici. 

Per ottenere la denominazione DOC occorre che tutte le operazioni che portano all’imbottigliamento del vino vengano svolte sul territorio campano, ad esempio per quel che riguarda la Falanghina del Sannio il tutto si svolge a Benevento o al massimo nei comune che sono compresi per le sue sottopone. È severamente vietata l’aggiunta di mosto concentrati e la vendita di ogni bottiglia deve avvenire dal 1 giugno dell’anno successivo alla vendemmia. 

Se poi si pensa al Falanghina vino spumante sappi che questo è ottenuto con il metodo della rifermentazione in autoclave, quello di qualità maggiore prevede invece la rifermentazione in bottiglia.


Vino Falanghina: denominazione

Il vitigno Falanghina è senza dubbio uno dei più utilizzati quando si pensa alle DOC campane. L’utilizzo può avvenire sia in purezza che insieme ad altre uve sempre a bacca bianca la cui vinificazione avviene in autoclave. In particolare possiamo citare:

  • Falanghina del Sannio Doc; 
  • Falerno del Massico Bianco Doc;
  • Campi Flegrei Doc; 
  • Costa d’Amalfi DOC; 
  • Penisola Sorrentino DOC; 
  • Capri Doc; 
  • Galluccio Doc; 
  • Vesuvio Doc.

Una menzione di riguardo la merita sicuramente la Falanghina del Sannio Doc che viene declinata anche nelle sottospecie di Solopaca, Guadiolo, Taburno e Sant’Agata dei Golfi. L’aroma delle uve è determinato dal clima mite della zona, che prevede buone escursioni termiche e garantisce che le uve siano ricche di minerali, fresche e sapide sul finale.

Sempre il disciplinare determina che il tasso alcolemico della Falanghina vino si assesti a un valore del 10,5% e la produzione in particolare della Falanghina del Sannio Doc può prevedere anche le sue versioni, spumante e passito, ma non solo. Conosciamo allora tutte le varianti.


Tipologie Falanghina del Sannio

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Come detto in precedenza le uve di Falanghina coltivate nel Sannio sono state per molto tempo accantonate, salvo poi prendersi la loro rivincita e diventare il cardine del vino campano, il fiore all’occhiello. Questo netto cambiamento ha determinato una maggiore attenzione nei suoi confronti, tale che il disciplinare ha deciso di riconoscere la presenza di diverse tipologie di questi prodotto, ma quali sono e come si riconoscono?

  • Falanghina del Sannio: dal colore giallo paglierino, aromi floreali e fruttati, il sapore è allo stesso tempo secco, ma anche fresco. Il grado alcolico è veramente basso, circa 11,00% vol;
  • Spumante: dal colore giallo paglierino spesso si differenzia per via dei suoi riflessi verdolini o dorato. L’odore è molto intenso, con sentori floreali e di frutta. Il grado alcolico è leggermente più alto considerando che può arrivare anche a 12,00% vol;
  • Falanghina del Sannio DOP Spumante e Sannio DOP Spumante di qualità: tali vini spumante devono essere ottenuti grazie alla rifermentazione in autoclave, per quel che riguarda il DOP spumante, mentre in bottiglia si ottiene la rifermentazione del DOP Spumante di qualità. La fermentazione sui lieviti deve avvenire per almeno 12 mesi a partire dal 15 novembre dell’anno di produzione delle uve;
  • DOP Vendemmia Tardiva: con colore giallo paglierino intenso, che spesso tende al dorato. Dal sapore secco ed equilibrato, con un grado alcolico di 13,5% vol, si distingue grazie al profumo floreale e fruttato;
  • DOP Passito: un vino dolce il cui colore tende al dorato dall’odore persistente ed intenso. Il grado alcolico questo volta si aggira intorno ai 16,00% vol. Le uve utilizzate per ottenere questo particolare prodotto sono sottoposte ad appassimento dopo la raccolto. La vendita del prodotto avviene dal giugno dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.

Riconoscere la Falanghina del Sannio DOC

Ma tra tutte queste varietà di vino Falanghina come è possibile riconoscere quella del Sannio Doc? Innanzitutto osservandola, considerando il suo colore giallo paglierino intenso, poi l’odore fruttato e infine il sapore fresco e armonico. La denominazione DOC compare sulla fascetta numerata presente intorno al collo della bottiglia, anche se ricordiamo che per i vini DOC questa fascetta è solo facoltativa, mentre per i DOCG è obbligatoria.

Ad ogni modo i produttori di questo prodotto di eccellenza preferiscono utilizzare la fascetta anche per i vini DOC permettendone il facile riconoscimento da parte dei consumatori, quando si recano ad acquistare prodotti di questo tipo. Sull’etichetta deve sempre essere presente l’annata delle uve che hanno permesso la produzione di questo vino sublime, è possibile anche indicarvi la sottozona a cui il vino fa rimetto, ma non possono essere inseriti altri aggettivi, nello specifico:

  • extra;
  • fine;
  • riserva;
  • scelto;
  • vecchio;
  • selezionato

e sinonimi di tutti questi qui elencati.


Vino Falanghina e Cantina Molisana

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Soffermarci a spiegarti dove puoi acquistare dell’ottima Falanghina ci sembra alquanto superfluo considerando che i canali che puoi utilizzare sono pressapoco i solito. Puoi affidarti alla tua enoteca di fiducia, che probabilmente ti permetterà anche di gustare il vino Falanghina anche durante l’aperitivo abbinata magari a un gran numero di affettati e di formaggi, come ben gli si addice.

Puoi anche decidere di affidarti ai supermercati; dove puoi trovare un buon numero di etichette di ottima qualità a prezzi veramente imbattibili; anche se, come già ti abbiamo in precedenza accennato, questo vino si contraddistingue da molti altri proprio per la sua capacità di abbinare una buona qualità con un prezzo veramente abbordabile.

Infine puoi decidere di acquistare la Falanghina da qualche e-shop in cui non mancano bottiglie di pregio che in commercio proprio non troveresti. Beh tra le numerose possibilità che hai vorremmo indicarti Cantina Molisana, il nostro sito ti offre una buona selezione di etichette di Falanghina. Un po’ per tutti i gusti e per tutte le tasche. 

Mentre il Colle del Limone offre una Falanghina DOP, diverse sono le etichette con denominazione IGT e altre DOC, fino ad arrivare al fiore all’occhiello la Falanghina Settevigne proveniente da coltivazione biologica della cantina Cipressi, un IGT molto apprezzato che potrebbe essere anche una buona idea regalo per un’occasione veramente speciale.


Servizio e abbinamenti

Ma sarà arrivato il momento di gustare questi vino veramente unico e che al palato lascia un buon sentore di fresco? Bene, si tratta di un vino bianco, quindi saprai che devi scegliere il bicchiere giusto con una chiusura che si allunga verso l’alto e si strige leggermente per concentrare i profumi del vino verso il naso e permettere al liquido di toccare prima la punta della lingua nel momento in cui lo si degusta.

La temperatura di servizio è tra gli 8 e i 10 gradi e cosa ci abbiniamo? Come già detto la Falanghina è un vino che si adatta anche ai pasti quotidiani senza alcun problema. Il territorio di origine delle sue uve è la Campania e questo si ripercuote anche alla cucina con cui si sposa alla perfezione.

Puoi dunque decidere di sorseggiare Falanghina insieme a un piatto alle vongole, pasta al polpo o una gustosa  pasta ai ricci di mare. Sicuramente con i frutti di mare esprime il suo meglio, ma anche con il pesce alla griglia o al forno e con i formaggi freschi. Lo hai mai provato con la pizza napoletana?

Se la versione spumante è per il pesce, il Passito è per la pasticceria secca e per i formaggi stagionati.


Ci vediamo al prossimo articolo. Mi raccomando visita il sito www.cantinamolisana.it.

 

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