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vin brulé

Vin brûlé

Vin brûlé una ricetta millenaria estremamente semplice da preparare che però sembra segnare veramente la storia e la tradizione. Gli ingredienti sono ridotti all’osso: vino rosso, zucchero e alcune spezie aromatiche. Una delle poche bevande alcoliche calde conosciute non sono in Italia ma nel mondo intero.

La ricetta del vin brûlé viene tramandata di generazione in generazione, non solo per il suo ottimo sapore, ma anche per la sua capacità iconografica. Insomma immagina una sera d’inverno mentre fuori scende la neve e tu a rilassarti davanti al camino insieme al tuo vin brûlé…. Come dici? Troppo romanticismo? Hai ragione, però tu provaci e alla fine mi dirai che in fondo avevo ragione.

Ma scopriamo la storia di questa ricetta a base di vino rosso e quali sono le varianti che con il tempo in diversi paesi si sono presi largo spazio; impariamo oggi cos’è il vin brûlé e come prepararlo.


Vin brûlé: una storia millenaria

Quando si parla di vin brûlé ci si riferisce a una ricetta che affonda le sue radici nell’Antica Roma, periodo in cui, in realtà la mistura utilizzata era alquanto diversa dal vin brûlé ricetta tradizionale, ma restava la sua caratteristica predominante, quella di essere una bevanda calda a base di vino rosso.

Apicio nel suo “De re confinaria” parlava di un vino dolcificato in cui veniva aggiunto una generosa quantità di miele e che veniva poi scaldato e aromatizzato con:

  • pepe;
  • foglie di nardo;
  • zafferano;
  • datteri.

Si trattava di una sorta di digestivo che veniva poi offerto ai commensali alla fine di un pasto.

Da quel momento in avanti la ricetta vin brûlé ha attraversato i secoli, non passandone indenne considerando la buona quantità di modifiche che ha subito passando da un popolo all’altro.

Alcuni ritrovamenti ci permettono di affermare che il vin brûlé o quello che ne era un suo antenato, fu l’ipocras un vino che veniva aromatizzato con erbe officinali, ma il cui consumo era da freddo. Questa particolare ricetta sembra che sia stata un’invenzione di Ippocrate, medico greco del V sec a.C..


Dal Medioevo al glögg svedese

vin brulé 2

Dal Medioevo fino a noi il vin brûlé non si è mai fermato fino ad arrivare in Svezia con il suo cugino: il glögg; un vino a cui venivano aggiunte delle spezie come: zucchero, anice stellato, cannella, cardamomo, chiodi di garofano, noce moscata, arancia, uva passa, mandorle e zenzero. Tali sapori forti erano molto utili per coprire il sapore di un vino che non di rado era di scarsa qualità; e quindi poco buono da gustare in maniera assoluta.

Il glögg svedese veniva però consumato durante i pasti e non come era uso e costume nel medioevo, a fine pasto. La chicca di questa bevanda? L’aggiunta di un’ulteriore nota alcolica data dal cognac; che a volte viene sostituito dal rum scuro.

Ma la pratica di aggiungere degli aromi al vino come ad esempio la cannella è molto comune anche per le sue proprietà nutraceutiche. Si tratta infatti di una bevanda che sembra avere dei potenti poteri antiossidanti e in grado di contrastare sia il raffreddore che l’influenza. Altro che aspirina…


Vin brûlé icona del Natale

Proprio grazie al glögg l’idea del vino caldo viene associato al periodo natalizio, quello che a oggi sembra proprio il più naturale per la preparazione del vin brûlé. Quando è avvenuto questo cambiamento di rotta? A fine 800 quando gli speziali decidono che è il momento di vendere i loro prodotti ai banchi del mercato e iniziano a proporre la ricetta del vino speziato all’interno di speciali bottiglie che venivano dipinte a mano in occasione delle feste.

Ecco il momento in cui le ricette che fino a quel momento erano state gelosamente custodite dalle famiglie del posto, iniziano a diventare di dominio pubblico e di riflesso a diffondersi in diversi paesi. 

Proprio questo ha reso il vin brûlé una bevanda ormai conosciuto in tutte le nazioni ed associato al periodo del Natale, quando sorseggiare un buon bicchiere di vin brûlé è diventato un vero e proprio must. In questo stesso periodo i turisti che decidono di visitare i tradizionali mercatini di natale si concedono un diversivo alle solite bevande e associano un buon vino caldo arricchito da spezie ai tipici dolci di natale della zona.

Dal glögg al vin brûlé e la sua ricetta tradizionale non sono però mancate diverse varianti non solo per quel che riguarda le spezie utilizzate, ma anche per le tipologie di vino, non solo il rosso, ma anche bianco, rosato, dolce e frizzante. Tutti da provare.


Ricetta vin brûlé: le varianti

Te lo abbiamo anticipato a più riprese, la ricetta del vin brûlé è partita da molto lontano e ad oggi vanta non poche variante in diversi paesi d’Europa che hanno cercato di utilizzare ciò che caratterizza il loro territorio. Diversi quindi i paesi europei che ci lasciano traccia della loro variante preferita, ovviamente le più gettonate sono quelle tedesche e quella francese, ma molto apprezzata è anche quella inglese.


Germania

Il vin brûlé in Germania prende il nome di Gluhwein, una bevanda a base di vino rosso che viene poi aromatizzato con spezie come:

  • cardamomo; 
  • chiodi di garofano; 
  • alloro;
  • cannella; 
  • scorza di agrumi. 

È comunemente preparata e venduta durante i mercatini di natale nelle varie città della Germania, ma anche le famiglie non perdono occasione di prepararne una buona quantità home made, da gustare poi con amici e parenti nel periodo delle feste.


Gli abbinamenti

vin brulé ricetta

Proprio tra le città tedesche si è diffusa l’usanza di abbinare il Gluhwein ai Lebkuchen dei dolci che hanno preso vita dalle sapienti mani dei monaci di Franconia nel XIII sec. Un prodotto molto vicino al panpepato a cui sono aggiunti: miele, alcune spezie, noci e frutta candita. 

Altro abbinamento classico è con gli spekulatius dei biscotti aromatizzati alla cannella che sono inzuppati in un buon calice di Gluhwein una vera tradizione del territorio tedesco, che non manca mai di essere un vero e proprio esempio di abbinamenti golosi.

Non mancano poi alcuni alimenti salati a cui il vin brûlé tedesco viene abbinato, come ad esempio le salsicce a base di carne di manzo o vitello, ma anche quelle con carne suina, senza considerare la cotenna e la pancetta molto aromatizzate e sozziate, sicuramente differenti da quelle a cui siamo abituati in Italia.


Francia

Altra occasione per gustare una ricetta del vin brûlé sono i tradizionali mercatini di Natale di Strasburgo, che vede impegnati ben 300 chalet situati in 12 diversi angoli della città. 

E passeggiando tra le luci del natale, impossibile non farsi tentare dal profumo del vin chaud francese, preparato all’interno di grandi pentole di rame e scaldato su fiamma viva. In questa bevanda dei cugini d’oltralpe oltre al vino anche il cognac, il tutto da gustare in abbinamento ai bretelle, dei biscotti di pasta frolla di origine alsaziana, oppure i männele delle brioche a forma di omino stilizzato.


Inghilterra

In Inghilterra impera il mule wine, un vino da consumare caldo, a cui vengono aggiunti:

  • arancia; 
  • limone;
  • cannella;
  • noce moscata; 
  • semi di finocchio; 
  • anice stellato; 
  • chiodi di garofano; 
  • cardamomo; 
  • zenzero.

Anche questo è possibile berlo durante le fiere natalizie.

Ma il mulled wine non è l’unica bevanda tipica della zona, a questo vanno affiancati sidro di mele, anche questo da bere caldo, una bevanda dolce a cui spesso è aggiunto del miele e del whisky.


Vin brûlé in Italia

ricetta vin brulé

Ma veniamo a noi e a quello per cui oggi sei qui a leggere questo nostro post. Come si prepara questo buon vin brûlé ricetta tradizionale? Perchè vanno bene le varianti, ma noi e anche tu, scommettiamo che sei curioso di sapere cosa ti occorre per preparare questa bevanda calda a base di vino a casa tua.

In effetti in Italia non manca chi apprezza il vin brûlé e nei periodi più caldi dell’anno non rinuncia a godersene una tazza. In realtà l’Italia è proprio il luogo in cui puoi trovare i cultori di questa bevanda, ma anche i degli assaggiatori occasionali.

Ad ogni modo, la maggior tradizione di vin brûlé in Italia la si può localizzare in Trentino-Alto Adige, una regione che in fin dei conti non è seconda a nessuno quando si parla di tradizione multinazione e soprattutto per quel che riguarda i mercatini di Natale in cui la bevanda a base di vino caldo primeggia.

Probabilmente complice di tutto questo è stato il clima particolarmente rigido che bisogna affrontare quando si cammina per strada nel periodo delle feste natalizie.

Ma qual’è la ricetta più utilizzata?

Ingredienti

  • 2 l di vino schiava
  • buccia di un’arancia che possibilmente provenga da un’agricoltura biologica;
  • 6 chiodi di garofano;
  • 1 stecca di cannella;
  • 150 g di zucchero.

Procedimento

Il procedimento è particolarmente semplice, considerando che è sufficiente aggiungere tutti gli ingredienti che ti abbiamo elencato all’interno del vino e lasciar cuocere a una temperatura di 70 gradi centigradi per circa 5/10 minuti.

In così poco tempo sarà pronta la tua bevanda calda a base di vino rosso, ciò che risulta importante è non superare mai la temperatura dei 70 gradi, altrimenti si finisce per bollire il vino e questo vorrebbe dire far evaporare la componente alcolica che è quelle che offre il miglior gusto al vin brûlé.

Sì, a differenza dei piatti caldi in cui viene aggiunto il vino, che poi lasciato evaporare libera la sua parte alcolica, il vin brûlé è una bevanda alcolica, quindi mia cara mamma, il bambino non può berlo.


Vin brûlè ricetta tradizionale

Ma quella che abbiamo appena visto è la la ricetta del vin brulè tradizionale? Come avrai ben capito dal testo si tratta di una bevanda che ha avuto origine in diverse regioni e in diversi paesi; e in ognuno di essi che è elaborata una ricetta specifica, prescindendo poi dalle varianti presenti.

Per avere la ricetta base, da cui spesso si parte, è sufficiente aggiungere le bacche di ginepro alla lista degli ingredienti che in precedenza ti abbiamo fornito; ma questo non vuol dire che tratti della ricetta tradizionale, ma solo quella su cui un po’ tutti con il tempo si sono basati.

Come visto non mancano delle ricette in cui si aggiungono delle spezie dal sapore forte come lo zenzero e il cardamomo, mentre a volte vi si trovano anche delle fettine di mela sottili lasciate bollire all’interno del liquido e lasciate in macerazione fino a quando non si è terminato di bere la bevanda. In questa maniera il vino assorbe il sapore dalla mela, ma la mela assorbe il vino ed è una vera e propria chicca.


Abbinamenti della tradizione

Ma se in Germania il vin brulè viene bevuto insieme a biscotti o a prodotti salati, in Italia qual’è il connubio più utilizzato?

In Italia in Vin brulè si beve con le castagne, le classiche caldarroste, anche queste profumo tipico dei mercati di natale del nord Italia. Una vera e proprio tradizione che anno dopo anno riunisce le famiglie in compagnia per godersi le vacanze natalizie.


Vin brûlè: quale vino utilizzare

vin brulé ricetta originale

Ma qual è il miglior vino per la preparazione del vin brulè? In fondo è vero che si tratta di una bevanda nata quasi per coprire il cattivo gusto di un vino antico dal sapore non particolarmente gradevole; ma questo non vuol dire che ad oggi occorre utilizzare lo stesso vino di scarsa qualità.

Ovvio pensare che più buono è il vino e più è facile avere un ottimo risultato da gustare.

Quindi riponi il vino da discount che pensavi di utilizzare e scegli un vino che sia di qualità; perchè questa ricetta deve essere in grado di riempire il palato di chi la gusta. 

Ma allora quali vini si possono utilizzare? Il vino migliore per la preparazione del vin brulè sembra essere il Sangiovese, un vino che si presenta corposo, dal sapore fruttato e il profumo intenso; noi di Cantina Molisana lo proponiamo con Nonno Matteo; un vino decisamente perfetto.

Se pensiamo ai vini veneti allora si consigliano senza pensarci 2 volte il Cabernet Sauvignon e il Pinot Nero, oltre alla Schiva che ti abbiamo consigliato per la preparazione home made del Vin brulè.

Non dimenticare inoltre il Barolo.


Vin brûlè al vino bianco

Dal Veneto ci arriva anche una chicca, il Vin brulè con il vino bianco. Sì, hai capito bene, proprio vino bianco. Quale viene utilizzato? Anche questa volta la parola d’ordine è sicuramente qualità, quindi Sauvignon Blanc, Chardonnay a cui a volte viene aggiunto del succo di mela. Vogliamo consigliarti un vino bianco molisano davvero speciale: Lame del Sorbo – Sauvignon del Molise DOC.

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