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Vini per passioneQuando scade il vino: le 5 tipologie più amate
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Quando scade il vino: le 5 tipologie più amate

Sono molti gli utenti che giorno dopo giorno si chiedono se e quando scade il vino. Molti si domandano spesso se il vino scade realmente o se è uno di quei prodotti che possono lasciare in credenza anche per anni sapendo che non andranno mai a male. Inoltre, se è vero che il vino invecchiando migliora, la scadenza del vino a questo punto non può e non deve essere calcolata sul lungo termine.

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Ma allora, il vino ha una reale scadenza? Dunque, il vino scade?  Se si, quando scade il vino?
Domande che a volte non trovano una risposta univoca. Anche perché tale risposta su tale argomento spesso è davvero difficile da calcolare.

E’ vero che fin qui ci è stato detto che il vino invecchiando migliora. E questo è del tutto verificabile. Ma quando possiamo dire che il vino ha superato la sua fase di invecchiamento e lo si può ritenere “pensionato”? Come si fa a calcolare la scadenza del vino essendo questo un prodotto che più passa il tempo e più diventa migliore? E’ una linea sottile che i non esperti difficilmente riescono a vedere e capire.

Ecco perché su domande del calibro “quando scade il vino”, “il vino scade” e “scadenza del vino”, la risposta ce la possono fornire solo i più esperti in materia. Sono loro che analizzando le caratteristiche di una bottiglia di vino ci possono indicare innanzitutto se quel vino è ancora bevibile. E poi se ha terminato il suo processo di invecchiamento o se al contrario possiamo iniziare a parlare di una vera e propria scadenza del vino.

Ma vediamo insieme come capire quando scade il vino nelle righe successive.

 

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Quando scade il vino?

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Come detto già nelle righe precedenti, riprendendo il detto che il vino invecchiando migliora, possiamo affermare con assoluta certezza che il vino è un elemento vivo, in continua evoluzione, che matura con il tempo diventando sempre più buono. Ma attenzione, tutto ciò è vero ma esiste anche un’altra importante situazione da non sottovalutare mai. Il vino altrettanto rapidamente può deperire prima di giungere al suo completo sviluppo. Cosa vuol dire?

Ci sono casi in cui, mentre lasciamo a riposare una bottiglia di vino per il suo normale processo di invecchiamento, senza che noi ce ne accorgiamo, intervengono fattori che lo portano ad un rapido deterioramento. Non tutte le bottiglie e le tipologie di vino infatti si prestano di buon cuore al processo di invecchiamento. Molte di queste richiedono infatti di essere aperte dopo pochi mesi dalla loro conservazione per essere apprezzate. Se non sappiamo distinguere le bottiglie che si prestano all’invecchiamento dalle bottiglie che invece devono assolutamente essere aperte, allora il danno è li dietro l’angolo.

Questo vuol dire che il momento migliore per aprire una bottiglia di vino corrisponde, in sostanza, con l’apice del suo sviluppo, a sua volta influenzato dalla modalità di conservazione, che può determinarne la qualità o, al contrario, provocarne il decadimento.

Prima di entrare nel dettaglio dell’argomento e capire quando scade il vino o se esiste una scadenza del vino, apriamo una parentesi importante per approfondire due concetti fondamentali legati alla vita del vino. Vale a dire quello della longevità e dell’affinamento, caratteristiche che interessano alcuni vini più di altri e da cui si può capire quanto tempo conservare una bottiglia di vino o se appunto il vino scade e quando.

 

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Longevità e affinamento

Come detto, due caratteristiche che ci permettono di capire se il vino scade o meno sono appunto la longevità e l’affinamento.
La longevità che indica quanto una bottiglia di vino può durare nel tempo a sua volta  viene determinata dalla presenza di sostanze quali acidi, tannini, minerali e zuccheri.

Devi sapere che i vini più longevi sono quelli che contengono una percentuale davvero alta di queste componenti. Di conseguenza, più si presentano pieni di acidi, tannini, minerali e zuccheri e maggiore sarà la vita di questa bottiglia di vino. Molti di questi fattori, a loro volta sono strettamente collegati alle caratteristiche del vitigno in cui nascono le bottiglie di vino in questione e alle tecniche di vinificazione o alla maturazione in botte che precede l’imbottigliamento.

Un vino che presenta una buona quantità di tannino, pertanto, maturato in botti di legno, avrà una longevità maggiore dal momento che tenderà a conservarsi più a lungo rispetto ad un vino giovane e dotato di bassa acidità, affinato magari in botti di acciaio. L’acidità è infatti la caratteristica fondamentale da cui dipende la longevità del vino e la durata di una bottiglia.

Poi abbiamo anche la presenza dei tannini, sostanze dotate di elevate proprietà antiossidanti, che aiutano a  preservare nel tempo le proprietà organolettiche di un vino, che riesce così ad evolvere ed affinarsi.

 

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Quando scade il vino: l’affinamento

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Visto la longevità di un vino, passiamo ora a capire cosa è come interviene l’affinamento sulla scadenza del vino. L’affinamento viene definito come il processo di maturazione che il vino compie fino a raggiungere il suo apice di sviluppo, dopo il quale è possibile aprire la bottiglia di vino per degustarlo al massimo delle sue potenzialità. Superato questo apice, il vino tende a deteriorarsi e a raggiungere la sua normale data di scadenza.

Perché ciò avvenga bisogna sempre rispettare alcune modalità di conservazione basilari delle bottiglie all’interno di un ambiente che rispetti determinati requisiti, come una cantina. Solo in questo modo è possibile portare all’apice del suo sviluppo una bottiglia di vino. Ma come deve esser portata a compimento la conservazione del vino? Rispettando alcuni fattori basilari.

Di fatto, per conservare al meglio il vino in attesa che migliori ed esprima il meglio delle sue potenzialità prima di esser stappato è indispensabile che la cantina  in cui viene conservato soddisfi alcuni importi requisiti, che possiamo riassumere nei 5 punti seguenti:

Deve rispettare determinati parametri di umidità: dovrà essere compresa tra il 65% e il 75%. Se presenta un’umidità troppo elevata questa può provocare la diffusione di microorganismi nella superficie esterna della bottiglia rischiando la contaminazione del tappo.
Deve rispettare determinati parametri di temperatura: meglio se tenuta costante tra i 2°C-15°C, senza sbalzi termici;
Anche la luce è importante in questo senso: la bottiglia dovrà essere tenuta al riparo dalla luce diretta e dai raggi ultravioletti;
Non sottovalutare mai la posizione della bottiglia: l’inclinazione della bottiglia dovrà essere di 5°, rigorosamente in posizione orizzontale;
E per finire, le vibrazioni: la bottiglia dovrà essere protetta da oscillazioni di qualsiasi natura che rischiano di comprometterne l’integrità.

 

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Quando scade il vino: i suoi tempi di maturazione

Se tutti questi fattori vengono rispettati correttamente, allora, la nostra bottiglia di vino sarà longeva e potrà anche arrivare all’apice della sua maturazione. Per poi esser ovviamente stappata e assaporata insieme ad amici e parenti. Ma quali sono i tempi di maturazione per una bottiglia di vino?

La durata di una bottiglia di vino oltre ai fattori di longevità e affinamento, è strettamente legata ad altri due fattori fondamentali vale a dire la tipologia del vino e la qualità della conservazione della bottiglia.

Se da una parte abbiamo già analizzato le condizioni ideali per conservare una bottiglia di vino chiusa, ora ci resta da analizzare quanto dura il vino in una bottiglia chiusa in base alle sue caratteristiche.

Partiamo da una bottiglia di vino particolare, quella del vino bianco, sempre apprezzato in ogni occasione e per qualsiasi evento. Devi sapere che in generale, i vini bianchi giovani per una resa ottimale, andrebbero bevuti entro sei mesi o al massimo entro un anno, insomma pochi mesi dopo la vendemmia. In linea di massima, possiamo affermare che una bottiglia di vino bianco per esser buona deve esser consumata entro i 15-24 mesi dalla vendemmia. Questi sono i mesi che rappresentano il limite consigliato per questa tipologia di vini. Ma è altrettanto vero che molto dipende anche dall’annata e dalla loro struttura.

A tal proposito, devi sapere che i vini bianchi più strutturati, infatti, possono anche essere degustati dopo una conservazione in cantina che oscilla dai tre ai quattro anni.

 

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L’invecchiamento del vino rosso

Per quanto riguarda invece i vini rossi, ma ad eccezione dei novelli o di quelli frizzanti, in questo caso l’elemento fondamentale che può o meno stabilire la scadenza del vino è senza dubbio l’invecchiamento della bottiglia di vino rosso.

Rispetto ad una bottiglia di vino bianco, una bottiglia di vino rosso può essere conservata più o meno a lungo a seconda dell’annata, del vitigno e della zona di produzione. E questo perché all’interno di una bottiglia di vino rosso, sono presenti tutti quegli elementi che come visto in precedenza determinano l’allungamento della data di scadenza del vino. Stiamo parlando delle sostanze quali acidi, tannini, minerali e zuccheri. Qui, questi sono presenti in maggiori quantità e accreditano quella teoria che il vino più invecchia e più migliora.

In linea di massima possiamo affermare che un vino rosso in una bottiglia chiusa, se di medio corpo, dovrà essere consumato nell’arco di tre o quattro anni. Diversamente se stiamo parlando di un rosso da invecchiamento quest’ultimo avrà bisogno di più tempo per affinare le sue qualità e dunque può essere degustato anche 15 anni dopo la vendemmia.

 

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Dal vino novello allo spumante

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Restano da analizzare altre due tipologie di vino anche esse tra le più apprezzate dai consumatori. Stiamo parlando del vino novello e per concludere anche dello spumante, che spesso ci offre quella dose di bollicine in più che alcuni eventi richiedono.

Bene, per quanto riguarda il vino novello, questo viene prodotto  attraverso un processo che vede, anzi prevede la macerazione carbonica delle uve intere. Queste ultime conferiscono al vino novello una particolare fragranza e una particolare caratteristica di freschezza. Proprio queste caratteristiche fanno in modo che i vini novelli possono e devono essere consumati al massimo entro i primi sei mesi dalla vendemmia.

Passiamo ora ad uno dei capitoli maggiormente apprezzati dagli utenti. Se e quando scade il vino, in particolare lo spumante, delizia di tutte le persone. A tal proposito, devi sapere che i vini spumanti ottenuti con metodo classico, vale a dire quelli fermentati in bottiglia, devono essere consumati entro sei mesi o al massimo un anno dalla loro vendemmia. Questo perché al loro interno la separazione dal lievito provoca il deterioramento delle loro qualità.

Per questo motivo, quando parliamo di spumante, è importante controllare la data della sboccatura vale a dire il periodo di esclusione dal lievito che si deposita sul collo della bottiglia. Solo in questo modo è possibile capire quanto tempo dobbiamo aspettare prima di aprire la bottiglia. In tutti gli altri casi gli spumanti devono essere consumati quanto prima per non perdere la loro caratteristica effervescenza.

Ma siamo quasi sicuri che questo è un problema che non si pone quasi mai…

 

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Conclusioni sulla questione “il vino scade?”

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Mentre tutti noi eravamo convinti del contrario, dobbiamo ora ammettere che si, il vino scade. Ma non è una scadenza come la immaginiamo noi. E’ un pò improprio parlare di scadenza, ma in ogni caso esiste quella fatidica data da non superare anche per il vino.

Il nostro punto di forza, e anche quello degli utenti, è che difficilmente raggiungiamo quella data. Avendo a disposizione una o più bottiglie di vino a casa, si tende a ” farle fuori” subito, al massimo entro un mese dalla data di acquisto. Ma se capita che una bottiglia viene malauguratamente dimenticata nella credenza, non preoccupatevi. Se una data di scadenza esiste questa è senza dubbio lunga tanto da evitarci di perdere una bottiglia di vino gustosa.

Abbiamo visto come la scadenza di una bottiglia di vino dipenda da vari fattori. Certo è che un occhio e un palato poco esperto difficilmente riesce a capire come ottenere la data x oltre la quale la nostra bottiglia di vino non è più bevibile. A noi resta il fatto che sappiamo benissimo che i rossi hanno una conservazione più lunga rispetto ai vini bianchi.

Diversamente, soprattutto se acquistiamo i nostri vini in un supermercato, da qualche parte sull’etichetta verrà riportata una data approssimativa entro la quale consumare il nostro vino.

Detto ciò, tocca solo a noi fare attenzione e informarci sul vino che stiamo per acquistare.

 

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Ci vediamo al prossimo articolo. Mi raccomando visita il sito www.cantinamolisana.it.

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