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I nostri viniQuali sono i vini più buoni: 11 tipologie eccellenti
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Quali sono i vini più buoni: 11 tipologie eccellenti

Quali sono i vini più buoni? Quello che vorremmo sapere è quali sono le uve che danno i vini migliori in assoluto. Non ci riferiamo solo all’Italia, anche se in via preferenziale vorremmo soffermarci su quelli che sono i vini del nostro territorio.

 

Qui di seguito ti consiglio subito 3 vini rossi, tra i più buoni ed i più premiati a livello nazionale:

In fondo l’Italia è a livello enologico una culla di diversità. Sul suo territorio sembra trovare spazio uva di qualunque tipo, ci sono vitigni autoctoni, ma anche quelli che importati da un’altra parte del mondo.

Scoprire quali sono i vini più buoni in Italia vuol dire muoversi in un labirinto di prodotti. Una continua scoperta di quella che è l’identità enologica della penisola.

Quello che meraviglia è la grande varietà di uve presenti sul territori, talmente tante da confondere anche chi è più esperto. Una serie di vitigni minori e rari che mandano in confusione, fanno quasi perdere la bussola. Allora a questo punto più che sapere quali sono i vini più buoni, ci si chiede quali siano i più rappresentativi, quelli capaci di rappresentare l’Italia in tutto il mondo, quelli che provano che l’Italia può essere la prima in assoluto quando si parla di vino.

 

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Quello che ci incuriosisce sapere è come si determina quali sono i vini più buoni è sapere come avvengono le valutazioni in merito. Chiaro che valutare un vino non è la cosa più semplice del mondo. Ovviamente per una valutazione che possa essere effettivamente obiettiva e anche utile per la determinazione di quali sono i vini più buoni, ci possiamo affidare a un sommelier che possa procedere ad un’analisi approfondita.

Come vedremo sono 3 le caratteristiche di cui occorre tener conto nel momento in cui si ha una bottiglia di vino tra le mani e se ne vogliono conoscere le reali caratteristiche. Solo procedendo in questa maniera è stato possibile scegliere quali sono i vini più buoni, quelli che riscuotono il consenso di esperti del settore.

 

Un bianco, un rosso ed un rosato. Ecco tre vini con una valutazione eccellente:


Il colore

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No, questo ci teniamo a dirlo subito, la qualità del vino non dipende in alcun modo dalla sua colorazione, per lo meno non in maniera diretta. Infatti il colore di un vino dipende da diversi fattori quali sono:

  • varietà di uva;
  • zona di provenienza;
  • grado di maturazione delle uve.

Ciò che risulta essere veramente importante è che il vino riesca a raggiungere e a mantenere una certa limpidezza, il colore non deve presentare delle venature. Poi a seconda della varietà il colore potrà essere più o meno brillante. Ad esempio quando i vini sono abbastanza giovani essi hanno delle tonalità che si presentano brillanti, mentre i vini più maturi virano verso i colori ambrati, quasi aranciati. Ovviamente molto dipende se si sta parlando dei bianchi o dei rossi.

 

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I profumi

Altra caratteristica dei vini che viene valutata al fine di dire quali sono i vini più buoni, è l’aroma di ogni bottiglia. I profumi dei vino hanno una varietà sicuramente molto vasta. In effetti a pensarci, ognuno di noi ha un bagaglio di profumi conosciuto che permettono di proseguire con l’analisi.

Nonostante questo in genere per i vini più giovani, arrivano al naso dei profumi floreali e di frutta. Per i vini che possiamo definire invece maturi i profumi sono quelli di marmellata e frutta candita.

 

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Le bottiglie con il passare del tempo e seguendo la loro evoluzione saranno in grado di arricchirsi e di guadagnare delle note tostate e speziate, assorbendo anche ciò che loro rilasciano le botti di legno in cui vengono lasciate a maturare.

Se si possono indicare altri sentori, possiamo sicuramente indicare aromi:

  • vinosi;
  • erbacei;
  • minerali.

Il profumo di un vino non dipende solo dal grado di maturazione, ma anche dal terreno su cui le uve vengono coltivate e in fine anche le modalità di vinificazione, soprattutto l’invecchiamento in botti di legno.


Gusto ed equilibrio

Per quel che riguarda il gusto del vino possiamo riuscire a distinguere il suo essere morbido per la presenza degli zuccheri, alcol e polialcoli e la durezza che viene invece conferita da acidi, tannini e sostanze minerali. Tra tutti questi elementi che concorrono al gusto del vino deve esserci un buon equilibrio solo in questa maniera la nostra bottiglia potrà concorrere a quali sono i vini più buoni.

Il vino dopo esser passato per l’analisi olfattiva, per la quale è indispensabile innanzitutto comprendere a quali famiglie di profumi appartengono alcune bottiglie; si passa all’assaggio, una delle fasi più importanti nel momento in cui si vuole conoscere un vino e le sue caratteristiche.

No ci si deve mai stancare di scoprire prodotti diversi, uve che differiscono tra di loro per una qualunque caratteristica. Nuove zone di provenienza e annate di produzione. Inoltre ogni sapore deve essere comparato ad altri vini che si assaggiano, magari della stessa azienda, magari della stessa annata.

Insomma chiedersi quali sono i vini più buoni è semplice, trovare una risposta forse un po’ meno, considerando la grande quantità di elementi a cui occorre prestare attenzione.

 

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Vino d’annata VS vino riserva

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Ancora un passo ci divide dal sapere quali sono i vini più buoni. Abbiamo in precedenza sottolineato come l’invecchiamento di un vino va ad influire su quelli che sono i profumi, ma anche i sapori e le caratteristiche strutturali di un vino.

A questo punto viene da chiedersi quale sia la differenza tra i vini che vengono definiti di annata e i riserva. Perchè alcuni di quelli che sono tra i migliori vini rispondono alle une o alle altre caratteristiche di un vino.

 

 

 

 

Il migliori vino di annata del Molise:


Riserva

I vini riserva in genere hanno anche denominazione DOC o DOCG, quindi sono preparati con determinati standard che sono imposti e improrogabili. Se ci si chiede quali sono i vini più buoni è impossibile non porre lo sguardo anche sulle riserve che in fondo sono i migliori vini sul mercato, quelli le cui uve sono state seguite con maggiore attenzione.

In altre parole un vino riserva non sono rispetta tutte le regole che la disciplinare ha imposto, ma vede su di se un carico maggiore di attenzioni. La vinificazione e l’intero processo produttivo rispondono a un certo processo e a determinati modi di agire.

Sono i dettagli che rendono un vino Riserva, gli stessi che poi lo fanno scegliere tra quali sono i vini più buoni.

 

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Vino d’annata

Le uve possono avere lo stesso nome, ma la vendemmia di un’annata non sarà mai uguale a quella di un altro anno. Proprio questo particolare permette di affermare che ci sono dei vini di annata e altri che invece non lo sono.

L’annata è condizionata da tutto ciò che influisce sulla crescita dell’uva quando sui fattori atmosferici che ne hanno influenzato la zona geografica. Ma un annata che vale per un vino, è probabile che non abbia lo stesso effetto su un altro.

Ciò che bisognerebbe fare sarebbe analizzare ogni sona geografica per comprendere se il vino può essere o meno di annata. L’annata però non dipende esclusivamente dagli agenti atmosferici, ma anche dalla bravura e dall’esperienza dell’enologo che risulta essere in grado di affrontare le possibili difficoltà della cultura di un anno.

Ma allora di anno in anno come si decide quali sono i vini più buoni. Il trucco è quello di scegliere i vini di cantine rinomate quando l’annata è stat mediocre e puntare anche sulle piccole aziende quando l’annata è stata buona.


Quali sono i vini più buoni: conosciamoli

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Dopo questa lunga premessa è il momento di conoscere quali sono i vini più buoni. Speriamo di non deluderti dicendo che non parleremo in alcun nodosi etichette specifiche, semplicemente perchè quello che ci interessa fare qui è rendere la tua scelta semplice.

Cosa vuol dire questo? Parlarti di etichette specifiche potrebbe metterti in difficoltà perchè alcuni di quelli che rispondono a quali sono i vini più buoni, sembrano anche essere i più costosi. Noi vorremmo indicarti quali sono i vini più buoni anche da portare a una cena tra amici.


Merlot

Questa classifica di quali sono i vini più buoni la vogliamo iniziare con il Merlot. Senza dubbio si tratta di uno dei vini che potremmo definire non solo uno dei più buoni di Italia, ma anche tra i più conosciuti a livello mondiale.

Un vino che è originario della zona di Bordeaux e che in Italia ha trovato le sue condizioni ideali per entrare a far parte di quelli che sono risposta a quali dono i vini più buoni. Il Merlot viene coltivato in Friuli, Trentino, Veneto, Emilia Romagna.

 

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Chardonnay

Altro vino da inserire tra quali sono i vini più buoni c’è sicuramente lo Chardonnay, un vitigno a bacca bianca che ha avuto origine in Francia, ma l’Italia ha saputo dargli lustro.

Le sue uve sono coltivate in Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia-Giulia.

Lo Chardonnay non solo è tr i quali vino sono i più buoni, ma è anche tra i vitigni più coltivati al mondo.


Pinot Nero

Il Pinot Nero ha origine in Borgogna, una regione della Francia particolarmente nota per le sue coltivazioni di uve. Il Pinot Nero è un vitigno molto radicato nel nord Italia.

La sua variante in vino bianco viene spesso utilizzata come ottima base sia per i vini spumante che per i vini rossi. Insomma il vitigno del Pinot Nero è la base per la produzione di altri vini locali tipici.


Quali sono i vini più buoni: Brunello di Montalcino

In una sorta di classifica su quali sono i vini più buoni non poteva certo mancare il Brunello di Montalcino, un rosso di altissime qualità, ha come base il vitigno del Sangiovese.

Il Brunello di Montalcino viene prodotto in Toscana nel comune di Montalcino che si trova in provincia di Siena.


Muller Thurgau

Decidere quali sono i vini più buoni non è stato sicuramente semplice, ma questo Muller Thurgau non ce lo potevamo far scappare. Si tratta di un vitigno che viene coltivato sulle sponde del fiume Adige. 

Dalle sue uve è possibile ottenere un vino bianco aromatico dal sapore molto raffinato. Insomma il Muller Thurgau ci offre la prova che anche i vini bianchi possono avere la stessa struttura di un vino rosso.


Prosecco

Il prosecco è un vino che non solo è buono, ma anche molto iconico vista la sua notorietà in tutta Italia e non solo. Un vino frizzante che viene spesso associato a dei giorni di festa, come può essere un compleanno o una qualsiasi ricorrenza, in particolar modo al Capodanno. 

Ad ogni modo lasciando da parte i festeggiamenti, almeno per momento, torniamo al nostro Prosecco, un vino che era conosciuto fin dall’antichità. Si tratta di un prodotto particolarmente diffuso soprattutto nel Veneto, base per gli spumanti italiani di maggior successo.


Cabernet

Quali sono i vini più buoni? Ecco il Cabernet-Sauvignon uno dei vitigni più conosciuti al mondo, soprattutto per quel che riguarda i vini di qualità.

Il Cabernet-Sauvignon insieme al Cabernet-Franc hanno segnato la storia, fu impiantato nel dopoguerra sia in Friuli-Venezia-Giulia che nel Veneto e nel Trentino-Alto-Adige.

 

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Quali sono i vini più buoni: Falanghina

La Falanghina è invece un vitigno tipico della regione Campania, ma in Molise ha trovato un terroir davvero eccellente. I suoi acini sono in grado di essere la base per quelli che sono i maggiori vini bianchi di tutta la regione.

Si tratta di un vino che viene prodotto soprattutto nella zona di Benevento.

 

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Nero d’Avola

Il Nero d’Avola è uno dei migliori vini della Sicilia. Un vitigno che permette di produrre un vino strutturato con dei sapori e dei profumi molto intensi. 

Insomma quando si parla di quali sono i vini più buoni, non potevamo certo non citarlo.

Negramaro

Eccoci qui questo è l’ultimo dei vini che ti citiamo. Il Negramaro è anch’esso un vitigno tipico dell’Italia Meridionale.

Le sue uve vengono coltivate nel Salento, zona della regione Puglia. Un vino che a tavola è in grado di accompagnare i migliori piatti a base di carne e non solo. Molto apprezzato.


Sagrantino

Ben 10 i vini che ti abbiamo indicato, non lo abbiamo nominato ma anche il Sagrantino merita una citazione, vino che si produce nella zona di Montefalco. Esso è giunto in Umbria grazie ai frati francescani durante il Medioevo.

Un vitigno che deriva dall’Asia Minore, si tratta di un rosso autoctono che si presenta sia in versione classica che passito.


Ci vediamo al prossimo articolo. Mi raccomando visita il sito www.cantinamolisana.it.

 

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