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Vini per passioneIl vino più buono: n.1 in Italia
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Il vino più buono: n.1 in Italia

Amanti e non del vino, molto spesso si domandano quale sia in Italia e nel mondo il vino più buono. Solo il panorama italiano presenta una così vasta concorrenza che cercare di capire quale sia il vino maggiormente apprezzato in Italia risulta davvero difficile. Varie tipologie di vino, anni di invecchiamento, etichetta, o anche semplicemente per varietà regionale. Sono solo alcuni dei fattori che ci rendono la vita impossibile se vogliamo stabilire quale sia il vino più buono da bere.

 

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Ed in effetti, per la quantità di vino e tipologie di esso, in Italia, uno dei maggiori paesi produttori di vino al mondo, è davvero difficile capire quale sia il vino più buono. Ma noi ci proviamo ugualmente. Perché per un italiano alle prime armi in ambito di vino, è davvero difficile capire dove orientarsi nell’acquisto di una buona bottiglia di vino.

Immaginate infatti una persone alle che si approccia per la prima volta al mondo del vino, ed immaginatevela davanti ad uno scaffale pieno di vini che cerca di capire quale sia il vino più buono. Su cosa baserà la scelta finale? Perché sarà portato a scegliere un vino al posto di un altro? Insomma, cosa faresti se al posto di quel poverino inerme ci saresti tu?

Il mondo del web, sembra ad oggi la soluzione più veloce da percorrere. Basta scrivere su Google il vino più buono e giù con l’elenco delle principali etichette. Ma chi ci assicura che il risultato di questa ricerca ci restituisca il risultato migliore? Nessuno. Ecco che allora noi, oggi più che il nome del vino più buono da bere, vi daremo alcuni consigli su come scegliere il vino più adatto a te o all’evento a cui parteciperai.

 

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Il vino più buono: i primi passi…

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Per poter capire e decidere quale sia il vino più buono, spesso occorre seguire pochi ma semplici passi per far proprio il vino più adatto a noi, ai nostri commensali e all’evento in sé. Il primo passo che tutti, ma proprio tutti devono fare davanti ad una bottiglia di vino è senza dubbio quello di leggere l’etichetta. 

Nella lettura dell’etichetta, occorre prendere in considerazione per la nostra scelta finale, diverse indicazioni. Innanzitutto occorre capire la categoria del vino che stiamo per comprare. Dunque capire se esso sia vino bianco, rosso, rosato, spumantato ecc. Meglio ancora se oltre a ciò si riesce a capire anche la denominazione di vendita. Siamo davanti ad un vino DOP? DOC? IGT?

Un altro fattore da prendere in considerazione nella scelta del nostro vino è anche la provenienza. Così come il volume nominale cioè la quantità di vino contenuta nella bottiglia. Altri importanti fattori da prendere in considerazione sono anche il grado alcolico, l’annata, indicazioni dell’imbottigliatore e per finire anche indicazioni sul lotto.

Nei casi più particolari, un ottimo aiuto per identificare il vino più buono è quello di capire anche quali allergeni aggiunti può contenere. Come ad esempio i solfiti. Ma anche l’indicazione di quanto zucchero contiene, un’indicazione obbligatoria solo per i vini spumanti (attraverso i termini ben definiti dalla legge come “brut”,“extra dry”, “dolce”, ecc.).

Sapendo tutte o quasi tutte queste informazioni, anche il meno esperto in ambito di vini saprà indirizzare la sua scelta verso il vino più buono da bere.

 

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I vini invecchiati

Quando si dice che il vino migliora col tempo siamo difronte ad una delle verità più certe che questa vita ci può offrire. Una delle poche certezze su cui può contare l’essere umano. Ebbene si, i vini invecchiati sono quelli maggiormente apprezzati da tutti, esperti e anche meno esperti. E la differenza con un vino giovane è davvero abissale.

Dunque, se sei alla ricerca di un consiglio su come scegliere il vino più buono, oltre a verificare quanto scritto nelle righe precedenti, ti consigliamo anche di andare alla ricerca di uno o più vini invecchiati. E questo non è spiegato solo dal gusto. Ci viene incontro anche la chimica che ci dimostra come un vino invecchiato è un vino davvero molto più buono rispetto ad un vino giovane.

Devi sapere infatti che durante l’invecchiamento dei vini si hanno reazioni dovute all’evoluzione del vino che modificano il colore, il sapore e la presenza stessa degli aromi che portano a un miglioramento delle caratteristiche organolettiche di un vino. Ma in cosa si traducono queste reazioni?

Si traducono che con l’invecchiamento il vino si stabilizza, si armonizza nel gusto (si ammorbidisce, l’astringenza in parte si attenua) e anche nell’aroma (potrebbe acquistare sentori di vaniglia, tostato, chiodi di garofano, noce di cocco derivanti dal legno). Ecco spiegata la frase il vino più invecchia e più è buono. Questo perché un invecchiamento porta ad aromi più complessi che fanno apprezzare ancora di più il gusto del vino che stiamo per bere.

 

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Vino più buono: la gradazione alcolica

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Un altro elemento che spesso ci aiuta a capire se siamo davanti ad un vino più buono rispetto ad un altro, è senza dubbio la gradazione alcolica. A tal proposito dobbiamo necessariamente smentire il tabù secondo il quale più gradi alcolici ci sono in un vino e più questo è buono. 

A tal proposito devi sapere che è vero che le componenti del vino principali che servono per donare corpo, cioè struttura al vino, sono l’alcol e l’estratto. E di conseguenza è anche vero che queste sostanze più aumentano e maggiore sarà la percezione di spessore e corpo, il che dona sensazioni positive in un vino.

Ma è anche vero che questa caratteristica non è sufficiente per rendere un vino di qualità. Un vino può essere corposo, ma per esempio non equilibrato al gusto. Può anche presentare all’olfatto profumi sgradevoli o poco intensi, o può essere poco persistente dopo essere stato deglutito.

Tutti questi esempi ci dimostrano come non è vero che la gradazione alcolica stabilisce il prestigio o meno di una bottiglia di vino. La gradazione alcolica è importante in un vino, ma non così tanto da stabilire quale sia il vino più buono da bere. Come hai potuto capire, ci sono vini a bassa gradazione sono ottimi al gusto e altri che invece possono contenere un livello alcolico alto ma non esser particolarmente apprezzati al gusto.

 

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Annata e definizione dei vini

Poi ancora, non dobbiamo dimenticare un altro aspetto che spesso confonde tutti per quanto riguarda la definizione del vino più buono. Vale a dire la distinzione tra vini che presentano la stessa annata e la stessa definizione. A tal proposito devi sapere che nonostante questi due fattori possono apparire uguali, in realtà non è detto che i due vini in oggetto godino della stessa qualità.

Questa confusione spesso accade perché i disciplinari di produzione non sono così rigidi e prevedono un certo margine di variabilità. Vi porto un esempio toscano che aiuta a spiegare questo fenomeno.

Per produrre il Rosso di Montepulciano, la legge di per sé stabilisce che debba essere utilizzato Sangiovese per almeno il 70 %, a cui si potrò aggiungere fino a un massimo del 30 % di altre uve  considerate idonee alla coltivazione nella regione Toscana, purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 5%.

In cosa si traduce quanto affermano i disciplinari di produzione?
In questo modo, in Toscana, ogni produttore ha già in questa prima fase tali margini per poter caratterizzare il proprio prodotto. Allo stesso tempo, non è previsto un periodo di invecchiamento obbligatorio così come un periodo minimo di affinamento in bottiglia. A quanto detto si aggiunge poi che ogni azienda vinicola decide quali standard di qualità applicare ad ogni passaggio dell’intero processo di produzione di quello che per noi poi risulterà il vino più buono da bere.

 

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Il vino più buono: conclusioni per la scelta…

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Come puoi vedere, se anche tu un giorno ti troverai davanti ad uno scaffale di vini e non sai quale scegliere, le attenzioni e le considerazioni da fare prima dell’acquisto sono davvero tante. Non basta lasciarsi accattivare dalla grafica e da qualche scritta attraente, no, bisogna andare oltre.

E quest’oltre sono tutti i consigli che ti abbiamo fornito fin qui per la scelta del vino più buono da portare a tavola. Dunque, va bene la grafica e qualche frase o parola accattivante che potrai trovare sulla sua etichetta. Ma vai oltre e concentrati su tutti i dati che ti abbiamo suggerito da prendere in considerazione. 

Dunque, ricapitolando, quando sei davanti a quel solito scaffale di vini a te sconosciuti, concentrati su questi aspetti. In primis l’etichetta e tutto ciò che ti abbiamo elencato nel secondo paragrafo. Poi vai alla ricerca di tutti quegli altri dati che una volta presi a mente ti faranno capire quale sia il miglior prodotto da acquistare.

E dunque, via con il grado di invecchiamento di una bottiglia, il grado alcolico che contiene al suo interno. Ma anche l’annata e che tipo di denominazione esso abbia. Con le dovute accortezze fatte nel precedente paragrafo. Solo in questo modo sarai in grado di stabilire quale sia la bottiglia migliore da bere per te, per i tuoi commensali o se preferisci per l’evento a cui dovrai partecipare. 

Nelle righe successive ti consigliamo uno dei migliori vini molisani che hanno da sempre fatto una degna figura nelle tavole di tutti gli italiani.

 

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Tintilia del Molise DOC

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Come promesso nelle righe precedenti, qui di seguito ti vogliamo riportare quello che per noi è il miglior elisir di lunga vita della nostra regione, il Molise appunto. In questo caso stiamo parlando dei vini Tintilia del Molise DOC ed in particolare quelli prodotti nella zona di Larino dalla Cantina San Zenone.

In questo caso siamo davanti a dei vini che in passato hanno rischiato di scomparire dal mercato ma che invece oggi sono stati rivalutati e riproposti con l’obbiettivo di soddisfare anche i consumatori più esigenti. Per questo motivo oggi abbiamo pensato di inserire questa particolare categoria di vini tra quelli più buoni non solo a livello molisano ma a livello nazionale.

Per quanto riguarda poi le caratteristiche organolettiche di questi vini, possiamo affermare con assoluta certezza che una colta al palato sprigionano note di speziato (pepe), ma anche un sentore di leggera vaniglia, cacao e balsamico su di frutti rossi.

Poi ancora, questi vini si presentano ben strutturati, mediamente tannici con persistenti sentori speziati elevati. Per quanto riguarda poi i suoi abbinamenti ideali, possiamo dire che questi vini Tintilia del Molise DOC della cantina di San Zenone, si abbinano perfettamente a piatti a base di pasta al sugo, carne rossa, carne cotta alla brace e formaggi stagionati.

Insomma, un vanto della cucina molisana che ha saputo ammaliare i palati di molti molisani, italiani e non solo.

 

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Il progetto di Cantina Molisana

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Siamo agli sgoccioli del nostro articolo e speriamo che a questo punto dello stesso, tu sia finalmente arrivato in casa per comprare i tuoi vini preferiti. O comunque quelli che ritieni siano i migliori per te, per i tuoi commensali e per esaltare al meglio l’evento a cui dovrai partecipare.

Come in ogni occasione, noi di Cantina Molisana abbiamo cercato di metterti a disposizione, tutti gli strumenti possibili affinché tu riuscissi ad effettuare non solo l’acquisto ma la scelta di quello che per te possa esser il vino più buono da bere e da portare a tavola. Seguendo questi pochi ma importantissimi consigli una cosa è certa: non farai mai brutta figura.

Noi di Cantina Molisana infatti ci teniamo ai nostri utenti e ai nostri clienti finali. Ecco perché mettiamo a disposizione tutto lo scibile possibile non solo in termini di vini ed in particolare di vini molisani. Ma su tutto il mondo della gastronomia italiana e molisana. Una gastronomia fatta di passione, autenticità e tipicità da far invidia a qualsiasi altro popolo nel mondo.

Ecco perché ci piace offrirvi anche solo informazioni, dati e consigli affinché ogni utente possa ben riuscire in cucina e a tavola. E come detto non solo vini. Noi abbiamo deciso di concentrarci, la vendita ma anche la diffusione di informazioni, su tutto ciò che si può ritenere tipico della nostra regione. Dunque dai vini molisani per arrivare poi anche ai prodotti tipici come ad esempio salumi, formaggi e prodotti a base di tartufo.

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